il sessaggio dei volatili mediante pcr


Introduzione

Amazilia amazilia sul nido La conoscenza del sesso del volatile e' di fondamentale importanza per una corretta formazione delle coppie di riproduttori, nell'ambito dell'allevamento amatoriale o professionale. Alcune specie presentano, in eta' adulta, un chiaro dimorfismo sessuale (specie dimorfiche) che rende possibile il riconoscimento del sesso, in altri casi, il maschio e la femmina della stessa specie sono morfologicamente indistinguibili (specie monomorfiche).

Fino a pochi anni fa, il sessaggio di specie monomorfiche avveniva mediante laparoscopia, la quale, offre indubbi vantaggi in quanto, tramite la visualizzazione delle gonadi, garantisce l'immediatezza della risposta e la possibilita' di diagnosi dello stato di maturazione gonadica. Ma tale metodica invasiva, anche se eseguita con i dovuti protocolli, puo' portare alla perdita dell'animale, per via di infezioni che sopraggiungono in seguito all'incisione per l'utilizzo dell'endoscopio o, in seguito all'anestesia troppo massiccia che porta alla morte del soggetto analizzato.

Attualmente la laparoscopia per il sessaggio dei volatili e' stata quasi del tutto abbandonata dalla maggior parte degli allevatori, i quali si stanno orientando verso una metodica genetica non invasiva che risulta essere una valida alternativa alle tecniche chirurgiche, in quanto non comporta nessun rischio per la salute del volatile e puo' essere eseguita anche in uccelli ancora presenti nel nido, o in uccelli di piccola taglia.








Tale metodica e' basata su una tecnica di biologia molecolare denominata PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), mediante la quale e' possibile amplificare frammenti di DNA per poterli meglio analizzare in laboratorio. Nell’ambito del sessaggio dei volatili, la porzione di DNA da amplificare mediante PCR e' il gene "Chromobox Helicase DNA binding domain 1" (CHD1), il quale e' presente su ognuno dei due cromosomi sessuali W e Z, in singola copia.

E' stato inoltre evidenziato che il gene CHD1W presenta una piu' alta frequenza di mutazione rispetto a CHD1Z, questo ne consente pertanto l'impiego per la discriminazione tra i soggetti ZZ (maschili) e i soggetti WZ (femminili).



Metodica

piuma per sessaggio volatili Il protocollo di analisi e' molto semplice: per prima cosa vengono prelevate un paio di piume dal petto del volatile dalle quali verra' estratto il DNA. Il passo successivo consiste nell'amplificare il gene CHD1 tramite PCR; il prodotto così amplificato verra' poi analizzato per determinare la presenza di un singolo frammento (soggetti maschili) o di due frammenti (soggetti femminili).

Per validare questa metodica sono stati analizzati sia volotili monomorfici che dimorfici, preventivamente sessati tramite laparoscopia. In questo modo abbiamo la sicurezza del sesso del volatile, che poi dovra' essere riscontrata nella tecnica di PCR.

Nelle due tabelle di seguito sono riportate tutte le specie di volatili su cui sono stati effettuati i test preliminari, mentre in figura 1 sono riportati i risultati dell'amplificazione tramite PCR di alcune specie prese a campione. Come detto precedentemente, nei soggetti femminili il gene CHD1 e' riconoscibile dalla presenza di due frammenti, mentre in soggetti maschili e' visibile un solo frammento.

Per tutte le specie dimorfiche e per quelle monomorfiche, preventivamente sessate chirurgicamente, c'e' stata piena concordanza nel sesso determinato mediante amplificazione del DNA. I risultati ottenuti confermano l'affidabilita' della metodica, per il sessaggio non invasivo, a partire da campioni (una-due piume) il cui prelievo non comporta nessun rischio per la salute del volatile.

La metodica risulta di agile applicazione in quanto il prelievo e l'invio ai laboratori dei campioni (piume), con mezzi ordinari, possono essere effettuati anche direttamente dal proprietario.


Testo: Dott. Roberto Di Giammarco - Biologo  Copyright©verdiardesia.com
Foto: Rete Internet - Tabelle a cura dell'Autore dell'articolo



















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