preparazione dei canarini alle mostre ornitologiche


Preambolo

Canarino Phaeo a fattore rosso campione razza (foto Ornilarocca) L'allevamento dei volatili d'affezione consta di una summa di periodiche operazioni, sincrone con il ciclo biologico degli alati. La stagione delle mostre ornitologiche rappresenta la fase topica di tutto il processo produttivo, sia in relazione alle aspettative ludiche e/o di realizzazione economica dell'allevatore, cosi' come in termini di verifica del lavoro selettivo svolto durante l'anno.

Le esposizioni ornitofile comportano in Italia una valutazione individuale da parte di un giudice F.O.I., che provvede ad esaminare ogni singolo concorrente piumato, rilasciando una scheda a punteggio espressa in centesimi. L'ornicoltore puo' cosi' valutare quanto gli esemplari presentati siano morfologicamente conformi allo standard di razza, deducendo dal deliberato della giuria quali soggetti cedere, quali mantenere come razzatori in allevamento, i difetti da correggere mediante oculati accoppiamenti compensativi. La scheda di giudizio e' spesso determinante per una valutazione pecuniaria dei volatili a concorso. Di solito esiste una proporzione tra punteggio riportato in mostra e valore venale dell'esemplare.

Tralasciando le sollecitazioni di varia natura che possono spingere l'ornitofilo a partecipare alle mostre ornitologiche, passiamo a considerare le modalita' di preparazione dei canarini di colore a queste manifestazioni.


Scelta dei soggetti

Iniziamo dalla scelta dei soggetti. Dopo lo svezzamento e' consigliabile alloggiare i novelli durante la muta estiva, in capaci contenitori (voliere e volierette) dove possano irrobustirsi attraverso un adeguato esercizio fisico, sviluppando cosi' l'apparato muscolo-scheletrico che costituisce la morfologia estetica dell'uccellino. Non dimentichiamo infatti che il fenotipo dei nostri volatili (conformazione esteriore che apprezziamo visivamente) e' la risultante di dotazione genetica individuale (genotipo) ed ambiente di allevamento. Tuttavia, se mantenimento in colonia ed esercizio fisico giovano all'armonico sviluppo del giovane organismo, non altrettanto dicasi per qualita' e completezza del piumaggio, esposto a danneggiamenti da parte dei coetanei conspecifici che spesso esercitano forme di socializzazione e dominanza gerarchica, attraverso perverse attenzioni per la livrea dei compagni di voliera.

Consigliamo pertanto di non ritardare le operazioni di scelta e preparazione degli uccelli da esibire alle mostre autunnali, pena la forma imperfetta dei concorrenti. La selezione dei soggetti da destinare ai concorsi di bellezza, deve essere estremamente accurata. Trattasi di operazione impegnativa che solo l'allevatore esperto potra' condurre in totale autonomia. Il novizio fara' meglio a consigliarsi con un amico che vanti un minimo di anzianita' come allevatore della razza.








Criteri di scelta e considerazioni preliminari

Un giudice internazionale in fase di giudizio e valutazione (foto Bernardino Yeves Valero) I canarini che isoleremo dal resto del gruppo devono essere i più belli, sani e vigorosi prodotti durante l'anno. Confacenti il piu' possibile ai parametri dello standard di razza. Questi esemplari devono sostenere l'immagine pubblica del nostro aviario all'apprezzamento di quanti – giudici, allevatori, esperti e semplici appassionati – visiteranno l'esposizione ornitofila.

Compiuta la scelta degli esemplari, occorrera' mondare il loro piumaggio da componenti spezzate ed imperfette, eccessivamente sporche e/o qualitativamente deteriorate. In genere detta toelettatura investe soprattutto le penne timoniere e remiganti che, se compromesse, andranno strappate – una ad una – con un colpo netto, perche' possano ricrescere normali. Si consideri un arco temporale minimo di rinnovo delle penne non inferiore a cinquanta giorni; sarebbe ideale poter contare su un lasso di tempo di sessanta giorni prima dell'esposizione, perche' il piumaggio mancante oltre a ricrescere, completi un buon assestamento.


Preparazione

Consigliamo ad inizio preparazione mostre di praticare un trattamento individuale contro gli ectoparassiti, qualora non si provvedesse da tempo, al fine di escludere negative interferenze sulla integrita' di cute e piumaggio degli alati, ad opera di acari delle penne, mallofagi, insetti ematofagi. Si potra' utilizzare piretroidi sintetici ad effetto residuale, Ivermectina (opportunamente diluita), meglio Selamectina, o Fipronil (alcuni veterinari sono critici circa questa molecola per gli uccelli). La rigenerazione delle penne e' influenzata da svariati fattori individuali e relativi al microclima, quali: stato di salute dell'uccellino, stato del circolo ematico generale/irrorazione del follicolo, temperatura ambiente, disponibilita' alimentare (quali-quantitativa).

Una temperatura mite, ottime condizioni di salute del volatile, una dieta sufficientemente integrata con proteine (particolarmente ricercate quelle dell’uovo, ricche di aminoacidi solforati costituenti essenziali della cheratina: proteina strutturale del piumaggio), vitamine e sali minerali, possono accelerare la ricrescita delle penne asportate. Soggetti viceversa malnutriti, in condizioni fisiche imperfette, mantenuti in locali inidonei, umidi, esposti a repentini sbalzi termici causa di stress, avranno maggiori difficolta' di rinnovo del piumaggio.

Assolutamente controindicato fornire cheratina in forma di farina di penne e piume di pollame. La cheratina infatti e' una scleroproteina inattaccabile dalle proteasi enteriche, che non viene assimilata dall'intestino, inoltre spesso questa inutile integrazione proteica puo' veicolare germi patogeni rinvenienti dai pollai.









Il dressage preparatorio

Una 'cavalla' di gabbie da esposizione con canarini rossi (foto Bernardino Yeves Valero) La preparazione comporta che ogni soggetto da esporre sia alloggiato singolarmente in una comune gabbia da cova, oppure – come si consiglia – di dimensioni regolamentari da esposizione. E' preferibile abituare con notevole anticipo il concorrente al contenitore da concorso, per renderlo piu' mansueto ed adatto alla situazione logistica di destinazione. Qualunque gabbia da preparazione si scegliesse, occorre sistemare in essa due soli posatoi centrali, alla distanza di 15 – 20 centimetri l'uno dall'altro, come poi sara' in concorso.

L'allenamento individuale dei soggetti deve soddisfare diverse esigenze: anzitutto la predetta cura del piumaggio; il condizionamento del pennuto alla presenza dell'uomo ed alle ripetute manipolazioni della gabbietta (come avverra' durante il giudizio); l'adattamento del volatile a muoversi in spazi ristretti, conservando un portamento composto ed armonioso. La particolare disposizione delle bacchette posatoio nella gabbia da allenamento determinera' un buon dressage del volatile, facendogli assumere movenze ordinate e naturali al cospetto dei suoi esaminatori. Inoltre la sistemazione ravvicinata dei due sostegni e' finalizzata anche ad evitare che le penne timoniere si sfrangino in punta, sfregando ripetutamente contro le componenti metalliche della gabbia.

Il contenitore da allenamento andra' opportunamente disposto in un settore dell'aviario bene in vista e di passaggio, per abituare il volatile alla presenza umana. Sarebbe addirittura indicato collocare gli esemplari da esporre in un locale distinto da quello di allevamento, per usufruire di ambienti a minore carica microbica. La preparazione dei canarini melaninici impone la permanenza degli uccelli in ambienti luminosi e soleggiati, cosi' che l'espressione fenotipica delle melanine venga conservata ai massimi livelli.

I canarini a piumaggio candido necessitano di gabbie da preparazione smaltate, onde evitare che la zincatura del reticolato metallico possa conferire alla livrea penalizzanti ombreggiature grigiastre.

Utile accorgimento per accrescere il senso di confidenza dei pennuti con gli ambienti rumorosi e trafficati delle esposizioni, sara' quello di disporre nel locale di preparazione una radio, da mantenere in funzione per due/tre ore al giorno.









Lavaggio del piumaggio

Canarino nero pastello ala grigia in ottime condizioni di piumaggio e pulizia generale (foto 'Alcedo' - allevamento Chieppa) Il piumaggio in ricrescita andrebbe periodicamente lavato, così da preservarne lo stato di pulizia che, specie nei lipocromici, esalta colore e lucentezza della livrea. Personalmente sono contrario a fornire agli uccellini il tradizionale bagnetto – sia esso interno o esterno – durante la preparazione alle mostre, perche' so bene che durante le operazioni di abluzione capita frequentemente che il pennuto possa danneggiarsi delle penne, preso dalla istintiva smania di lavarsi. Preferisco allora il lavaggio passivo, mediante uno spruzzino da giardinaggio ricolmo di acqua tiepida naturale.

Effettuo le nebulizzazioni ogni due/tre giorni, inzuppando bene il piumaggio del canarino. Evito questa operazione in giornate particolarmente rigide, nel timore che l'uccellino possa cadere in ipotermia. E' anche tassativo che il volatile con il piumaggio bagnato non resti mai esposto a correnti d'aria. Circa il lavaggio dei canarini in preparazione per le mostre ornitologiche, e' fiorita una vasta e spesso bizzarra letteratura specifica che indica i metodi piu' diversi per ottenere ottimi piumaggi.

Si e' scritto in lungo e largo di additivi come bicarbonato di sodio, aceto, limone, Sali da bagno, colluttori e shampoo. Personalmente saro' disarmante nel riferire di lavare i miei canarini melaninici esclusivamente con acqua potabile di rubinetto. Per i lipocromici potra' essere utile aggiungere all'acqua di lavaggio un pizzico di bicarbonato o qualche goccia di aceto, per facilitare la rimozione della patina superficiale di sporco, molto piu' evidente in un canarino a piumaggio chiaro piuttosto che in altro a piuma scura. In questi ultimi anni e' invalso il metodo di lavare manualmente i lipocromici poco prima dell’ingabbio, con uno speciale shampoo per ornitologia, capace di donare brillantezza alla livrea, esaltandone la cromia. Pare che il metodo sia molto seguito ed efficace.









Cura del piumaggio

La struttura di una penna (foto di archivio) Tantissimi anche gli accorgimenti riferiti per stirare una penna imperfetta. Si va dal consiglio di umettarla con una soluzione di acqua e zucchero in funzione di appretto, a quella di modellarla a mano, dopo averla immersa in acqua bollente, facendo bene attenzione a non scottare il pennuto. Non garantisco circa l'esito di questi espedienti, riportati solo per completezza di informazione. Poi vi sono i sistemi per riparare penne con scapo fratturato a pochi giorni dall'esposizione, quindi non convenientemente rinnovabili. Si consiglia di disporre sulla zona di frattura, dopo avere messo bene in asse la penna lesionata, piccoli quantitativi di un mastice ad essiccamento rapido (tipo Attak), facendo bene attenzione a non imbrattare di collante il vessillo che ne resterebbe irreparabilmente deturpato. Anche su quest'ultimo trucchetto non posso essere garante del risultato, restando scettico e non avendo mai provato!

Sara' bene sapere che la rigenerazione di penne remiganti e timoniere estirpate a canarini melaninici, espone al rischio di orlature di depigmentazione: anomalia notoriamente comportante squalifica in mostra. Per cercare di prevenire l'inconveniente, consiglio vivamente di integrare la dieta degli esemplari in preparazione con l'aminoacido metionina, vitamine e sali minerali contenenti l'oligoelemento rame (Cu). Sembra infatti che la carenza di metionina possa condizionare detta imperfezione cromatica di ricrescita, cosi' come quella di rame.

Va inoltre precisato che il procurato ricambio anzitempo di penne timoniere e remiganti rovinate, nei canarini novelli, li espone alla ricrescita di appendici cornee leggermente piu' lunghe di quelle da nido (durante la prima muta notoriamente i fringillidi non rinnovano le penne remiganti e timoniere, soggette a spontanea ricrescita solo alla seconda muta). Pertanto per non perdere le simmetrie naturali, soprattutto a livello di timoniera, spesso occorre eliminare penne rovinate e relative controlaterali, affinche' rigenerino insieme della stessa lunghezza.


Alimentazione e farmaci

A tutti i canarini prossimi alle mostre e' utile somministrare integratori multivitaminici contenenti il complesso B e sali minerali. Alimento i soggetti in procinto di mostre – durante tutta la fase preparatoria – con pastoncino integrato da uova sode e miscela di semi contenente una generosa percentuale di lino, al fine di ottenere una livrea lucida e serica.

Nessun trattamento farmacologico investe i miei canarini in partenza per le mostre. Sento spesso assurdamente riferire di strane misture di antibiotici e cortisone, somministrate nei giorni che precedono l'ingabbio. Scherziamo?! Il cortisone e' un farmaco che mina il sistema immunitario, pertanto non ha senso portare in mostra soggetti immunodepressi e piu' ricettivi ai germi della elevata carica microbica ambientale. Viceversa sono solito praticare dei trattamenti con fermenti lattici e probiotici, la settimana antecedente la consegna dei concorrenti piumati, proprio al fine di potenziare le difese immunitarie degli uccellini.


Scelta definitiva e trasporto

Canarino di colore campione rosso mosaico(foto ed allevamento Del Bono) Il giorno prima dell'ingabbio provvederemo al lavaggio come gia' specificato ed a scegliere definitivamente i soggetti da presentare (infatti avremo in precedenza predisposto "titolari" e "riserve", queste ultime costituite da esemplari leggermente inferiori ai primi, capaci di subentrare ad essi – soprattutto nella composizione di uno stamm – in caso di improvvisa indisponibilita' di un pennuto titolare).

Al momento di sistemare i canarini nei trasportini in procinto di partire per l'esposizione, controlleremo la lunghezza del becco, spuntando estremita' aguzze eventualmente eccedenti con un tagliaunghie. Laveremo con acqua tiepida zampe ed anellino metallico, sovente imbrattati da residui fecali, controllando velocemente che il soggetto sia nato nel nostro aviario durante l'anno (gli anellini colorati adottati dalla F.O.I. a partire dal 2007 escludono maldestri errori, costati sonore squalifiche ad allevatori che ci piace ritenere solo distratti…) ed eventualmente prenderemo nota dei dati dell'anello in apposito registro, cosi' da avere traccia dei soggetti esposti.

Allorche' il volatile sara' ben pulito e presentabile, lo infileremo nel contenitore da trasporto, meglio se a scomparto singolo per evitare imbrattamenti e danneggiamenti di piumaggio durante il viaggio, soprattutto se lungo. Anche la preparazione dei trasportini presenta la sua valenza, ai fini dell'arrivo a destinazione dei concorrenti nelle migliori condizioni di pulizia ed integrita' del piumaggio. E' importante che il fondo di detto contenitore sia rivestito da materiale assorbente. Ottimo a tal fine l'impiego del tutolo di mais, magari su diversi strati di carta scottex, per garantire il rapido assorbimento della componente liquida delle deiezioni (urina).

Se la distanza tra allevamento e localita' di destinazione e' notevole, consigliamo decisamente il viaggio notturno, quando i volatili non si alimentano e risentiranno meno dello stress da trasporto. I contenitori degli uccellini saranno disposti in un posto arieggiato, non surriscaldato, con le prese d’aria dei trasportini pervie ed in grado di assolvere la propria funzione. In auto e' preferibile sistemare i contenitori con i volatili sul divano posteriore, piuttosto che nel cofano portabagagli. Gli uccellini possono tranquillamente viaggiare sui convogli ferroviari, a norma di regolamento senza pagare alcun biglietto. In treno disporre i trasportini sul bagagliaio senza inclinarli, al fine di evitare disagi agli occupanti e piumaggi sudici a destinazione.


Ingabbio in mostra

Convogliatori spagnoli intenti ad ingabbiare al modiale di Piacenza 2009 (foto Bernardino Yeves Valero) Una volta giunti in mostra, restate calmi e non fatevi assalire dall'ansia di completare le operazioni di ingabbio. Esponete alla luce ambientale i trasportini con gli uccelli in modo graduale, per evitare situazioni di panico degli alati – con inerenti pericolosi frenetici svolazzamenti – allorche' essi passassero repentinamente dal buio alla luce. Ingabbiate con calma, possibilmente senza prendere in mano i volatili (a tal fine preferisco i trasportini monoposto con doppio sportello a ghigliottina).

Quando il canarino sara' finalmente in gabbia da esposizione, controlleremo che si presenti in ordine e ben pulito. Qualora denotasse imperfezioni, cattureremo delicatamente il pennuto, provvedendo a lavare – meglio se con un pennellino da barba a setole morbide – le parti di piumaggio sporche di feci, o ad eliminare penne eventualmente spezzate, sperando che il giudice non penalizzi il volatile alla voce "piumaggio" e/o "impressioni". Se la temperatura dei locali dovesse essere fredda, stiamo bene attenti a non esagerare in abluzioni degli uccelli, pena una improvvisa ipotermia anche letale.

Eventuali macchie di sangue sulla livrea possono essere rimosse solo con acqua ossigenata (che naturalmente porteremo con noi in un apposito necessair, completo di: pennello da barba, tronchesine, spruzzino e documenti di prenotazione).

Una volta completato l'ingabbio e sigillata la gabbietta con la tradizionale fascetta di nylon, nebulizzeremo ancora con lo spruzzino il piumaggio di ogni singolo concorrente, stimolando da parte di esso la consueta naturale attivita' di lisciamento ed ingrassamento di penne e piume – grazie al ricorso alla secrezione sebacea dell'uropigio – operazione che gli uccelli istintivamente compiono con il becco allorche' bagnati, rendendo il piumaggio composto e lucido.

In altra nota esamineremo prossimamente gli accorgimenti da adottare al momento dello sgabbio dei volatili, e successivo rientro nell'allevamento di provenienza. A tutti Buone Mostre!


Testo di Francesco Chieppa – Campione Mondiale e Pluricampione Italiano  Copyright©verdiardesia.com
Foto: Alcedo - Bernardino Yeves Valero - Allevamento Del Bono - Ornilarocca - Archivio V&A




indice biblioteca1   indice biblioteca2

       







home index