epidemia alle galline
 



Gentilissima Dottoressa,

io e mia moglie (con una piccola azienda agricola a conduzione familiare familiare) siamo disperati. Abbiamo 40 galline, le prime donate dal terremoto in Emilia a noi volontari di Seborga (provincia di Imperia); poi ci hanno donato alcune araunuche e alcune marans, infine abbiamo acquistato delle ovaiole e delle bianche livornesi. Questo per descrivere che siamo molto affezionati alle galline che abbiamo, perche' rappresentano anche l'inizio della nostra fattoria.

Recentemente pero' una gallina si e' ammalata ed e' morta, mi e' stato consigliato di mettere un'aspirina nell'acqua e pensavo che le altre non si ammalassero, ma dopo due settimane circa mi sono ritrovato con alcune galline con la coda raggrinzita e con starnuti, mentre a una gallina giovane bianca si sono gonfiati gli occhi rendendola cieca e presumo avra' uno o due giorni di vita, nonostante gli dia da bere, ma tiene il becco aperto e ormai e' immobile. A un'altra ovaiola iniziano a lacrimare gli occhi, sicuramente per la stessa malattia.

Una gallina continua a starnutire, e presumo tutte o quasi siano contagiate. Questo e' accaduto in pochi giorni. Ho cercato di contattare piu' veterinari ma non conoscono le cure per le galline, mentre il veterinario dell'asl, che tempo fa era venuto per il controllo, mi aveva dato un riferimento di un veterinario privato specializzato in galline ma sono tre giorni che cerco di contattarlo e non risponde.

Siccome siamo molto affezionati, in quanto sono galline libere che scorazzano nella nostra campagna con cui conviviamo tutti i giorni (sono state anche al programma di canale5 "L'Arca di Noe'") siamo davvero preoccupati, perchè non sappiamo che cure addottare, prima che muoiano altre galline. Se potesse aiutarmi le saremmo davvero grati.


Flavio Gorni - Seborga (Imperia)







Risponde la Dott.ssa Dania Bilato


Salve,

ha fatto bene a rivolgersi ad un collega specialista in queste specie. La sintomatologia respiratoria da lei descritta potrebbe essere riferibile a forme batteriche che si stanno oramai cronicizzando, ad esempio colibacillosi complicate anche da micoplasmi.

Purtroppo tramite e-mail non e' possibile effettuare una diagnosi. Solo una volta ottenuta la diagnosi corretta ed individuato l'agente eziologico responsabile, si potra' intervenire con la terapia mirata negli altri soggetti (applicando poi i relativi tempi di sospensione dei farmaci utilizzati prima dell'eventuale consumo di carne e uova).

Eventualmente, se non trova colleghi specialisti per queste specie nella sua zona, provi a contattare qualche sezione diagnostica di Istituto Zooprofilattico piu' vicino a lei per effettuare opportuni esami di laboratorio, considerando che sarebbe molto utile un esame autoptico su uno dei soggetti venuto a mancare. Cordiali saluti. Dania Bilato








   

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