UNA STORIA MOLTO TRISTE DA CONDIVIDERE


Ancora, dopo parecchi anni, non riesco a raccontare questa storia senza commuovermi, senza soffrire, ma desidero che il mio " Rambo " abbia un piccolo posticino anche nel cuore di chi non l'ha mai conosciuto.

Rambo era un Cacatua alba molto speciale; lo vidi per caso in un grande negozio di animali domestici in cui mi fermai di corsa per prendere le crocchette per il cane di una mia cara amica; "colpo di fulmine": un batuffolo bianco candido mi stava osservando dal trespolo su cui riusciva a malapena a reggersi. Aveva due mesi circa, sembrava una simpatica creatura ultraterrena, si muoveva come il pupazzetto protagonista d'una storia fantastica in tv. Mi piombò goffamente in braccio non appena m'avvicinai, dicendo con una vocina da bimbo:"mamma". Sembra una bugia, ma vi posso giurare che è tutto vero.

Durante il viaggio di ritorno a casa, non riuscivo che a pensare a quella strana creatura che mi aveva rapito il cuore, cosi' l'indomani m'informai telefonando al negoziante, su tutto ciò che si deve conoscere prima di fare un simile acquisto... Dopo un mese, Rambo era finalmente mio!! Il nome glielo diede l'allevatore; non gli s'addiceva, ma io non lo cambiai.
Rambo era un cucciolo, non voleva svezzarsi anche se ormai i semi sapeva sbucciarli a meraviglia; sembrava non voler crescere, mi si sdraiava come un tappetino per ottenere la sua dose di pappa. Una volta si finse svenuto, ma non appena sentì che io giravo la pappa nel pentolino, rinvenne in meno di tre secondi!!!

Io e lui diventammo inseparabili. L'intesa tra noi era perfetta, era sempre con me nel mio tempo libero; io ero per lui la mamma, il partner, tutto! Era come se lo avessi covato io quell'uovo, era il mio " figlio speciale ".
Rambo dormiva con me e mio marito, di cui era molto geloso. Era talmente buono che non lo ferì mai, limitandosi solo a gonfiare il piumaggio per spaventarlo, poi gli cadeva in braccio a prendere una dose di coccole... Il suo fortissimo becco ci fece fuori tanti mobili, divani... Ma con noi aveva la delicatezza di una libellula, non ci ha MAI beccato e neppure ha mai tentato di farlo.

Come dicevo sopra, s'addormentava in mezzo a noi, messo proprio come un bambino a pancia in sù ed alla mattina lo trovavamo rannicchiato sulla spalliera del letto che ci guardava. Appena intuiva che eravamo svegli, si fiondava con una grazia d'elefante tra me e mio marito ed iniziava a dare spettacolo...... Gli avevamo insegnato persino a fare le capriole! I suoi bisognini notturni li trovavo sul foglio di carta che io sistematicamente mettevo sotto la spalliera del letto. Rambo era persino educato, in sole due volte imparò.
Inutile negarlo, quel pappagallo aveva l'intelligenza d'un bimbo di tre anni. Dopo circa due anni - purtroppo - cominciò il " calvario ". Iniziai col trovare dei semini vomitati interi, qua e là... All'inizio non ci diedi peso, poi questi strani " rigurgiti " aumentarono e così decisi di chiamare un veterinario, per Rambo non badai a spese, volevo il meglio per lui ed in verità lo ebbi!
Fatto un tampone del gozzo ed uno della cloaca, Rambo risultò rispettivamente affetto da un fungo e numerosi coli intestinali... Anche l'esame del sangue non convinceva il veterinario... Comunque cercammo di curare il tutto nel migliore dei modi.
Purtroppo ci furono atre innumerevoli ricadute e, tra una cura e l'altra passarono due anni.

Un giorno trovai Rambo che si strappava come impazzito tantissime piume, se le tranciava di netto su petto ed ali. Questa situazione fu improvvisa, o almeno così ci sembrò; nel giro di poche settimane Rambo sembrava un pollo spennacchiato!
Telefonai d'urgenza alla clinica, il veterinario sempre allegro e scherzoso, per la prima volta mi sembrò molto preoccupato. Venne di persona a prenderlo per ricoverarlo. I suoi sospetti furono confermati: Rambo aveva i reni parzialmente atrofizzati dalla nascita ed in fase di peggioramento. C'era ben poco da fare! La disperazione mi crollò addosso, vissi per mesi con un'angoscia straziante; avevo il cuore a pezzi; ero consapevole che un giorno avrei dovuto sopprimerlo, prima che le sue sofferenze diventassero insopportabili.

Dopo altri tre anni, Rambo venne soppresso. Fu una tale agonia che non posso certo rappresentare con semplici parole. Per un anno mi pareva di sentire la sua vocina chiamarmi: "mamma" dalla sua stanza voliera. Sì, perchè per Rambo avevo fatto costruire una voliera di m 2 x 2; alta m 1,80; interamente in acciaio inox per evitare il rischio che s'intossicasse con lo zinco.
Ora il mi Rambino è senz'altro nel posto più bello del mondo, finalmente può volare libero nel cielo più azzurro che si possa immaginare; con tutte le sue bellissime piume bianche come neve e due reni nuovi di zecca! Forse da quel meraviglioso posto mi vede, e veglia su me come un angelo custode speciale.

Dopo la sua morte fui miracolosamente incinta di una splendida bimba e poi un'altra ancora, due doni dal cielo. Perchè i medici avevano confermato la mia sterilità.


Testo e foto di Silvia Rebasti