la compravendita autunnale dei canarini


Canarino di colore lipocromico rosso intenso
Al termine dell'estate e con il sopraggiungere dell'autunno, il canaricoltore avra' modo di fare un primo estemporaneo bilancio dell'appena trascorsa stagione riproduttiva, in relazione soprattutto alla qualita' dei novelli prodotti. A muta del piumaggio ormai conclusa, gli allievi di annata appariranno in tutto il loro splendore, con la serica livrea da adulti ed uno sviluppo corporeo sufficientemente avanzato e comparabile con le caratteristiche standard della razza di appartenenza.

Anche il sesso dei giovani canarini comincera' vagamente a rivelarsi. I maschietti, infatti, emetteranno in quest'epoca i primi rauchi e ripetitivi gorgheggi (in particolare i nati della prima covata); mentre la tonalita' del lipocromo, la sua estensione - con particolare menzione per lipocromici e melanici dimorfici - nonche' la differente distribuzione delle melanine nei nero-bruni, contribuira' a fare azzardare una prima ipotesi di sessaggio da parte dell'allevatore più esperto, peraltro ancora comprensiva di larghi margini di errore, fatta eccezione in linea di massima per i tipi a trasmissione genetica legata al sesso.

Con la caduta delle prime foglie e' già tempo di programmare acquisti e cessioni, vagheggiando sull'assortimento dello stock di allevamento per la prossima stagione riproduttiva. Gli acquisti possono rispondere all'esigenza di un rinsanguamento del proprio ceppo, onde diluire gli effetti di una praticata eccessiva consanguineita': spesso responsabile di riduzione di taglia, perdita di robustezza e fertilita' dei riproduttori, scadimento delle caratteristiche del piumaggio.

Altre volte, la necessita' di attingere razzatori da altri allevatori e' dettata dalla più che legittima aspirazione di migliorare ulteriormente il livello tecnico dell'aviario, non ancora al top dei risultati espositivi. Come comportarsi allora in questa delicata fase del management dell'allevamento? Il rischio in agguato e' sempre quello di incappare in ornicoltori ... diciamo cosi', poco sportivi - in tutti gli ambienti vi sono i proverbiali buoni e cattivi - e di fare cadere la nostra scelta su soggetti inidonei alla realizzazione degli obiettivi che c'eravamo prefissi.







Come prima avvertenza non sara' mai abbastanza raccomandare, in specie ai novizi, di indirizzarsi ad allevatori di comprovata esperienza e serieta'. La scelta non dovra' essere tanto influenzata da roboanti, policromi messaggi pubblicitari di un tale o talaltro allevamento; piuttosto la bussola di orientamento deve essere costituita soprattutto dai risultati effettivi conseguiti con una certa regolarita' alle mostre più prestigiose, dall'allevatore al quale intendiamo rivolgerci per le nostre compere. Ciò ci garantira' circa la qualità del ceppo al quale vorremmo attingere, non solamente in relazione all'aspetto fenotipico dei volatili, ben conforme ai dettami dello standard di razza e - ad un tempo - responsabile degli onorevoli piazzamenti di quegli esemplari alle rassegne ornitologiche; ma anche ed ancor più sulla stabilità genetica e genotipica dei caratteri fenotipici ricercati, testimoniata dalla costanza del conseguimento di ottimi risultati alle mostre, da parte dell'allevatore che intendiamo privilegiare per il nostro shopping ornitologico.


Canarino di colore lipocromico giallo intenso
Occorre prestare la massima attenzione in particolare ai punteggi ottenuti dagli stamm, in quanto vincere con quattro soggetti e' assai più difficile che conseguire un "colpaccio di fortuna" con un singolo! Non è necessario cercare di aggiudicarsi ad ogni costo il campione mostra, svenandosi economicamente in quest'ardua tenzone. Sono molto pochi gli allevatori seri e coscienziosi, disposti a privarsi di simili esemplari senza averli prima utilizzati in riproduzione. L'essenziale è attingere al ceppo di un allevatore proprietario di alati dalle caratteristiche peculiari che ho appena riferito, facendo sempre tesoro del saggio adagio: "il vero campione bisogna costruirlo in proprio, perche' nessuno te lo cede prefabbricato!".

Sarebbe bene - a mio avviso - utilizzare per i rinsanguamenti esclusivamente soggetti di sesso maschile, allorche' si disponesse di linee femminili di comprovata validita', in fatto di fertilita' e capacita' di cure parentali ai pulli. Queste pregevoli caratteristiche, che da sole concorrono ad un buon 60-70% della redditivita' di un aviario, sono a trasmissione genetica prevalentemente femminile e non vanno assolutamente disperse. Esistono inoltre considerazioni d'ordine immunologico e di profilassi delle malattie infettive neonatali, che dovrebbero affermare presso gli allevatori il criterio di servirsi per i cosiddetti "apporti di sangue", prevalentemente di maschi.

Ogni allevamento ha la sua specifica carica di germi, frequentemente saprofiti ed a patogenicita' opportunista e, qualche volta, malauguratamente patogeni (allevamenti con comprovati episodi di patologia infettiva ben nota ed eziologicamente diagnosticata). I pulli nascono, per conseguenza, con una precisa dotazione anticorpale maturata dall'organismo materno, in risposta ad antigeni diffusi in allevamento (batteri, virus, protozoi) e trasmessa ad essi soprattutto attraverso l'uovo da cova, deposto ed incubato dalla chioccia. Perche' questa importante copertura immunitaria (immunita' passiva neonatale) possa essere effettivamente conferita ai pulcini per mezzo dell'uovo da cui si formano, e' necessario che la fattrice sia stata in precedenza lungamente esposta e sensibilizzata al microbismo dell'allevamento ove andra' a produrre, cosi' che la stimolazione del proprio sistema immunitario conduca alla produzione di anticorpi, parte dei quali viene trasmessa ai pulli per il tramite della cellula uovo.

E' ovvio allora ritenere che le femmine nate e cresciute negli aviari dove poi riproducono, avranno maggiori possibilita' di successo del prefato meccanismo immunitario, diversamente dalle femmine di introduzione, nate altrove ed adattate al microbismo ambientale di un allevamento diverso dal nostro. Il tutto si traduce in termini di variabilita' di vitalita', resistenza alle infezioni neonatali e capacita' di giungere allo svezzamento, da parte dei pulli. I maschi viceversa non rivestono alcun ruolo nel conferimento dell'immunità passiva dei neonati.







Canarino di colore lipocromico rosso mosaico
Se proprio si volesse procedere all'acquisto di femmine, si effettui le compere con notevole anticipo rispetto all'inizio delle cove, così da dare agio alle future riproduttrici di adattarsi alla carica microbica del nuovo allevamento.

I soggetti da acquistare dovranno essere attentamente esaminati dall'acquirente. Devono presentarsi sani e vivaci e mai apatici e sonnolenti. Il becco non deve manifestare una crescita eccessiva, che potrebbe essere indizio di scompensi del metabolismo (spesso epatopatie o disordini alimentari). Eventuali falangi mancanti potrebbero costituire forme pregresse d'infezione vaiolosa. L'addome deve presentarsi chiaro, ben aderente, in simmetria con il resto del corpo e rivestito da uno strato di tessuto adiposo, utile in particolare alle femmine.

Uccelli molto magri o con addome arrossato e prominente o, peggio, con evidenti striature roseo-grigiastre, andranno sistematicamente scartati, in quanto sicuramente indisposti. Un ultimo esame deve riguardare l'apparato respiratorio. Occorre avvicinare per qualche istante il becco del volatile, trattenuto delicatamente nella mano, al nostro orecchio onde accertare l'eventuale percezione di sibili respiratori, che potrebbero rivelarci l'esistenza di affezioni polmonari o dei sacchi aerei dell'alato, abbastanza difficoltose da curare e risolvere. Questo sospetto potra' essere ulteriormente indagato con l'osservazione, una volta rilasciato l'uccello in gabbia, di un possibile ritmico dimenarsi delle penne timoniere - su' e giu' - in sincronia con le fasi respiratorie del pennuto. Sintomo che conferma la diagnosi di malattia respiratoria.

Andranno ancora drasticamente scartati tutti i volatili eccessivamente forastici e facilmente spaventabili. Caratteristiche che, in un canarino domestico, sono espressione di uno stato di eretismo nervoso, ricorrentemente da fare risalire a tare neurologiche cagionate da un ricorso eccessivo alla riproduzione in stretta consanguineita'.


Canarino di colore lipocromico giallo mosaico
Un'ultima avvertenza riguarda l'alimentazione dei volatili comperati. Occorre sempre informarsi scrupolosamente del regime alimentare praticato dal venditore, per poterlo integralmente adottare nei giorni successivi all'acquisto. Bruschi e repentini cambiamenti di alimentazione, possono procurare ingenti danni al delicato apparato digerente dei nostri uccelli. Ci sono allevatori - ad esempio - che forniscono ai propri beniamini le verdure fresche; altri che svezzano ed allevano i novelli con miscele di grani a scarso o nullo contenuto di semi oleosi. Una drastica innovazione del regime dietetico, puo' riservarci grosse delusioni.

Ogni ornicoltore che si rispetti ha messo a punto negli anni un proprio collaudato metodo di allevamento, al quale dovranno necessariamente essere abituati anche i volatili provenienti da altri aviari, con estrema paziente gradualita'!

Ben venga allora l'autunno: stagione di mostre e tradizioni commerciali tra i patiti del nostro hobby. Periodo aureo. Di vittorie e sconfitte. Di gioie e delusioni. Di nuovi incontri, di rinsaldati vincoli di amicizia e solidarieta' tra gente schietta e genuina, capace di esaltarsi e di provare emozioni sublimi, all'umile cospetto di pochi grammi di penne e piume multicolori. Al contatto con una vivace fragile creaturina che, proveniente dall'Africa settentrionale più di sei secoli or sono, ha stretto con l'uomo un fantastico indissolubile patto di amicizia e di convivenza. Un vincolo suggellato dalle note di un canto inaudito, prorompente e melodioso del Nostro e dall'innata tendenza alla creativita' artistica dell'uomo, improvvisatosi suo allevatore.


Testo di Francesco Chieppa - Campione Mondiale e Pluricampione Italiano
Articolo estratto dalla rivista "Uccelli" - Foto archivio V&A

BIBLIOGRAFIA:

- CHIEPPA F.: "Autunno è tempo di acquisti" - "Uccelli" Edizioni Ibis, n° 8/2000
- ZINGONI U.: "Canaricoltura" - FOI prima edizione, 1990
- MEZZATESTA G. - FACCINI P.: "Clinica e Chirurgia Aviare" - Edagricole, 1990
- DE BASEGGIO G.: "Campioni e Razzatori", 1988





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