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Era
Novembre quando vidi per la prima volta un maschio di Cordon Blu.
Aveva le guance, la parte superiore del petto e dei fianchi e la
coda di una bella tonalità di blu; spiccavano sulle guance
due belle macchie rosso brillante; il resto del corpo era di color
camoscio. La femmina, come spesso accade, era simile al maschio,
ma dalle tonalità più sbiadite e priva delle macchie
rosse. La loro taglia minuta, 12 cm in tutto, e la loro bellezza
mi conquistò subito e così decisi di acquistare quella
coppia. Venni così a sapere che scientificamente questa razza
è chiamata Uraeginthus bengalus, è diffusa maggiormente
in Africa e fa parte della famiglia degli Astrildidi. Così
cominciò lavventura
I Cordon
Blu pur essendo di natura rustici necessitano di una prima fase
di acclimatazione nella quale possono risultare molto delicati.
Anche se era grande la tentazione di metterli subito nella mia voliera
allaperto, decisi di lasciarli per tutto linverno in
una sala, ben illuminata, dentro casa ma priva di impianto di riscaldamento.Le
correnti daria e gli sbalzi termici sono infatti pericolosi
per questa specie. In gabbia ho avuto la possibilità di osservarli
bene e notai innanzitutto come, giorno dopo giorno, cresceva laffiatamento
della coppia.Trascorrevano le giornate luno vicino allaltro
passando gran parte del tempo a pulirsi le penne a vicenda. Durante
linverno lalimentazione preferita consisteva nel misto
per esotici e spighe di panico; non gradivano invece il Grit e lOsso
di seppia, ma sapendo quanto è importante per loro,specialmente
per le femmine nel periodo riproduttivo, l ho sempre mischiato
ai semi.
Finalmente arrivò la primavera e notai subito che il comportamento
della coppia stava cambiando: il maschio intonava dei bei canti
accendendo i suoi colori, il rosso delle guance sempre più
intenso, il becco, normalmente grigio-rosato, ora quasi rosso e
lazzurro cielo delle sue piume non passavano di certo inosservati.
La femmina molto più irrequieta cominciò a consumare
il grit in grandi quantità. Devo dire che lappetito
a questi piccoli uccellini non manca mai!
Era finalmente giunto il momento di liberare la coppia e metterli
nella voliera allaperto
.e così da Aprile in poi
li osservai in voliera.
Ero un po preoccupato per la temperatura che come ben sappiamo
in primavera subisce notevoli sbalzi, ma devo dire che mai ho notato
sintomi di raffreddamento o torpore. Inizialmente si riparavano
dal freddo riposando nelle casette di legno che sono allinterno
della voliera fino a quando non hanno scelto un bel nido dalla forma
globulare già tutto pronto.Ciò che si limitarono a
fare è serrare il più possibile il foro dingresso
ed iniziare la deposizione. Tra le tante cose che mi hanno insegnato
i Cordon una l ho notata subito
sono pigri nella costruzione
del talamo!Ho avuto la riprova nella seconda covata quando tolsi
tutti i nidi globulari,li svuotai completamente e li ricollocai
in voliera dopo averli lavati.Misi loro a disposizione, oltre che
la iuta, dei ramoscelli, sia freschi che secchi. Scelsero il nido
nella stessa posizione della prima covata
peccato che non era
così buio come prima, ora spettava a loro il compito di foderarlo
completamente
ma notai che nonostante le serie intenzioni
i risultati erano deludenti. Presi allora un nido sempre globulare
ma di quelli fatti con i rametti di conifere anziché paglia,
quindi già di per se buio, e lo collocai in unaltra
posizione,distante dal loro nido in preparazione. Bene, tempo due
giorni la femmina cominciò la deposizione in questo nuovo
nido,limitandosi a chiudere il più possibile il foro dingresso!
Anche se pigri come operai posso dire che i Cordon Blu sono eccellenti
amatori. Il corteggiamento che fa il maschio è un vero e
proprio spettacolo, a volte buffo. Oltre al suo continuo canto simile
a quello dellallodola, capita di vederlo con un ramoscello
in bocca che saltella su un ramo prima a destra e poi a sinistra
sembra
partecipare ad una corsa col sacco, ma in direzione laterale! Oppure
sempre durante il corteggiamento capita di vederlo in bella mostra
con la sua pagliuzza a cantare e dondolare il capo su e giù,
davanti alla sua bella.
Lalimentazione nella stagione degli amori cambia:il grit viene
assunto, specialmente dalla femmina, in dosi massicce; inoltre viene
gradito il pastoncino alluovo al quale aggiungo un uovo sodo
e mela grattugiata per ammorbidirlo. Vista la loro iper attività
anche il misto per esotici da me usato è integrato con vitamine
e scagliola . Lacqua scorre giornalmente nella voliera ed
il bagnetto non è mai disdegnato.
La cova dura 13 giorni durante i quali la femmina si nasconde letteralmente
nel nido; infatti un paio di volte mi è capitato che, convinto
di poter ispezionare tranquillamente il nido, mi sono avvicinato
e la femmina mi è schizzata quasi in faccia!
I nidiacei nascono di colore grigio-marrone scuro e sono rimasto
colpito dal fatto che a differenza dei pullus da me conosciuti,
i piccoli di Cordon non sollevano la testa neanche per chiedere
il cibo. Vengono alimentati da entrambi i genitori i quali passano
diverso tempo a selezionare il cibo con cui alimentare la prole.
Per facilitare loro il compito ho fornito anche del pastoncino per
insettivori. La mia coppia ne utilizzò molto per le imbeccate.
A tre settimane di vita, sempre a causa della mia curiosità,
sbirciando il nido ho spaventato i piccoli che hanno spiccato il
primo volo impauriti. Li ho ripresi e rimessi nel nido ma da allora
sono cominciati subito i ferrei allenamenti di volo che li hanno
portati,poco tempo dopo, alla completa indipendenza.
Anche se nel modo sbagliato,finalmente in quelloccasione ho
potuto osservare i tre piccoli di Cordon Blu: miniatura dei genitori
ma con le macchie azzurre molto chiare ed ancora poco estese ed
il becco molto scuro.
Inutile dire che hanno subito costituito una piccola colonia molto
affiatata. Sono spesso in un unico gruppo assieme ai genitori. Molto
vivaci ma assolutamente socievoli convivono bene sia con gli altri
esotici che con i canarini. Il maschio a volte si aggira con fare
minaccioso se qualche altro uccello si avvicina troppo al nido con
la femmina in cova, ma non ho mai assistito ad una vera e propria
baruffa.
Ieri si sono schiuse altre 5 uova, stavolta ho atteso luscita
della femmina per controllare
ho imparato! La pazienza mi deve
assistere per altre tre settimane perché i miei amici Cordon
preferiscono in questa fase avere una grande privacy, come testimonia
il piccolissimo foro sul nido che permette a malapena il loro ingresso.
Attenderò con ansia il loro primo volo
lavventura
continua!
Ing.
Giuliano Donnini
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